2 apr. Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo

Il 2 aprile è la Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU. La ricorrenza richiama l’attenzione sui diritti delle persone ricadenti nello spettro autistico.


Durante questo periodo di sensibilizzazione sull’autismo, tutti gli infermieri sono incoraggiati ad avere piena consapevolezza delle nuove tecniche e degli studi sui disturbi dello spettro autistico.


Gli istituti internazionali di ricerca in materia riferiscono che il disturbo dello spettro autistico è in costante aumento. A partire dal 2010, viene diagnosticato, mediamente, a livello mondiale un bambino su 68 ed il numero continua ad aumentare a un ritmo allarmante.


La prevalenza del disturbo è stimata essere attualmente di circa 1 su 54 tra i bambini di 8 anni negli Stati Uniti, 1 su 160 in Danimarca e in Svezia, 1 su 86 in Gran Bretagna. In età adulta pochi studi sono stati effettuati e segnalano una prevalenza di 1 su 100 in Inghilterra.


In Italia si stima che 1 bambino su 77, nella fascia di età 7-9 anni, presenti un disturbo dello spettro autistico.
Data la prevalenza di questa condizione, le possibilità per noi infermiere/i di interagire con un paziente autistico sono alte, indipendentemente dal setting lavorativo.


Quindi è necessario ricevere maggiori contenuti informativi e formativi durante i corsi di studio di e di formazione ECM. Più comprendiamo questa condizione, meglio saremo attrezzati per gestire le preoccupazioni emotive e mentali che ne derivano.
Gli infermieri possono sicuramente sviluppare nuove strategie comportamentali per l’autismo e debbono disporre modelli di pianificazione assistenziale per lavorare con pazienti autistici.


Il tempo di relazione è una cruciale nell’assistenza sanitaria e rappresenta un vero investimento con i pazienti autistici, quindi ne vale la pena.


Anche conoscere le risorse locali può essere un’ancora di salvezza per i pazienti e i loro caregiver. Prendersi cura di qualcuno che ha difficoltà con l’interazione sociale e che potrebbe avere altre condizioni di salute sottostanti può essere isolante ed estenuante, anche se è gratificante. Avere cognizione e dare informazione competenti da trasmettere a pazienti e caregiver è di vitale importanza.


CNAI si sta impegnando con le Società europee ed internazionali cui è affiliata nell’opera di divulgazione e renderà disponibili contenuti formativi specifici.


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