
Un gruppo di ricercatori in Belgio ha recentemente pubblicato uno studio comparativo sulle principali terminologie infermieristiche utilizzate a livello internazionale, con l’obiettivo di valutarne l’adeguatezza rispetto ai requisiti attuali di interoperabilità, sostenibilità e sicurezza dei dati.
I risultati evidenziano quanto segue:
- Le terminologie NANDA-I, NIC e NOC presentano criticità rilevanti, tra cui limitazioni nella mappatura, modelli di licenza onerosi e potenziali problematiche in ambito di protezione dei dati.
- La Clinical Care Classification (CCC) risulta non aggiornata (ultimo sviluppo significativo nel 2012) e scarsamente adottata nel contesto europeo.
- La International Classification for Nursing Practice (ICNP) emerge come la terminologia maggiormente allineata agli standard contemporanei: copre circa l’80% dei concetti del Reference Set belga, è open access, riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ed è già integrata in SNOMED CT.
Nel contesto italiano, sono già presenti elementi favorevoli all’adozione di standard avanzati, tra cui riferimenti normativi (DM 2022), competenze accademiche consolidate — ad esempio presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca — ed esperienze applicative sul territorio.
Alla luce di queste evidenze, appare prioritario promuovere scelte strategiche coerenti e coordinate, orientate verso sistemi di documentazione infermieristica digitali, interoperabili e basati su standard internazionali consolidati.
👉 Si invita alla consultazione dell’editoriale completo del Presidente CNAI per un approfondimento del tema.https://walterdecaro.substack.com/p/lesperienza-belga-conferma-cio-che?r=8a5r2&triedRedirect=true



