➡️ Il personale sanitario europeo è sottoposto a una pressione crescente in termini di salute mentale.
➡️ 𝐂𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐞𝐬𝐭𝐞𝐧𝐮𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐬𝐜𝐚𝐫𝐬𝐚 𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐚𝐥 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐬𝐩𝐢𝐧𝐠𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐝 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐧𝐝𝐨𝐧𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞, 𝐚𝐠𝐠𝐫𝐚𝐯𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚.
Per comprendere meglio queste sfide, l’OMS Europa, in collaborazione con la Commissione Europea, ha pubblicato oggi l’indagine MeND – lo studio più ampio nel suo genere.
🩺 Oltre 120.000 medici e infermieri provenienti da 29 paesi hanno partecipato
𝐑𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐢:
➡️ 1 su 3 riporta sintomi di depressione
➡️ 1 su 4 riporta sintomi di ansia
➡️ 3% riporta segni di probabile dipendenza da alcol
➡️ Oltre 10% ha avuto pensieri di autolesionismo o suicidio
𝐑𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐯𝐞 𝐬𝐮𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨:
▶️ 1 su 3 medici e infermieri è stato esposto a bullismo o minacce violente sul lavoro nell’ultimo anno
▶️ 10% riporta violenza fisica e molestie sessuali
▶️ 1 medico su 4 lavora oltre 50 ore a settimana
▶️ Più lunghe sono le ore di lavoro, più elevati sono i livelli di depressione e ansia
Tuttavia, 2/3 di infermieri e medici trovano significato e soddisfazione nel loro lavoro 😊
𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨
▶️In Italia la situazione rispecchia il quadro europeo con alcune peculiarità preoccupanti:
▶️L’intenzione di abbandonare la professione è superiore alla media europea: riguarda il 9,7% dei medici (contro la media UE del 9,1%) e 𝐛𝐞𝐧 𝐢𝐥 𝟏𝟔,𝟕% 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐢𝐞𝐫𝐢 (𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐢𝐥 𝟏𝟓,𝟒% 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐔𝐄).
▶️Per quanto riguarda la salute mentale, il 25% dei medici italiani soffre di ansia, il 25% di depressione e il 14% riporta pensieri suicidari.
▶️𝐋𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐧𝐟𝐞𝐫𝐦𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐞̀ 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐚: 𝐢𝐥 𝟑𝟒% 𝐝𝐞𝐧𝐮𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 (𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐔𝐄 𝐝𝐞𝐥 𝟑𝟐%), 𝐢𝐥 𝟐𝟔% 𝐚𝐧𝐬𝐢𝐚 (𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐔𝐄 𝟐𝟒%) 𝐞 𝐢𝐥 𝟏𝟒% 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐬𝐮𝐢𝐜𝐢𝐝𝐚𝐫𝐢 (𝐦𝐞𝐝𝐢𝐚 𝐔𝐄 𝟏𝟑%).
▶️ Su una scala di benessere da 0 a 100, gli infermieri italiani si fermano a 48 (sotto la media UE di 50), mentre i medici raggiungono il 51%, in linea con la media europea.


I risultati sottolineano un’urgente necessità di azione coordinata per proteggere la salute mentale dei medici e degli infermieri europei e raccomandano:
1️⃣ Approccio di tolleranza zero alla violenza
2️⃣ Turni flessibili e prevedibili
3️⃣ Gestione degli straordinari
4️⃣ Gestione dei carichi di lavoro pesanti
5️⃣ Responsabilizzazione dei dirigenti sanitari per la cultura del posto di lavoro
6️⃣ Supporto per la salute mentale accessibile, confidenziale e privo di stigma
7️⃣ Monitoraggio e reportistica regolari
🧠 Proteggere la salute mentale dei nostri operatori sanitari non è solo la cosa giusta da fare, ma è essenziale per il futuro dell’assistenza sanitaria in Europa
CNAI ha partecipato all’indagine tramite EFNNMA e EFN e ha contribuito all’ampia condivisione della stessa. la ns. consigliera Cecilia Malabusini ha condiviso la sua esperienza presentata in occasione del webinar WHO odierno.
📰 Lancet Europe: https://lnkd.in/dsNhTQFm
